GUIDA TURISTICA DI PISA

Guida turistica di Pisa: cosa vedere nella città della Torre Pendente?

Una guida turistica di Pisa alla scoperta di itinerari e luoghi d’arte della bella città toscana. Conosciuta nel mondo per la celebre Torre Pendente, Pisa rappresenta un’autentica miniera di cultura e di storia: patria di Galileo Galilei, che proprio dalla Torre condusse i suoi famosi esperimenti sulla caduta dei gravi, e del matematico Leonardo Pisano, detto Fibonacci, la città fu una prospera repubblica marinara tra il XI e il XV secolo e, grazie alle sue attività marittime, godette anche dell’indipendenza politica. Pisa è sede di due delle università più prestigiose del mondo: la Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore, rispettivamente al 149esimo e al 152esimo posto nella classifica 2020 dei migliori atenei stilata dal magazine britannico Times Higher Education (The), che ha valutato più di 1300 università in 92 Paesi.

Ecco le tappe da non perdere durante un weekend o un soggiorno più lungo a Pisa.

 

Guida turistica di Pisa: itinerari e luoghi d’arte da non perdere

  • “Tuttomondo” di Keith Haring. In Via Zandonai, a circa 400 metri dalla stazione ferroviaria di Pisa Centrale, si trova il gigantesco e coloratissimo murales “Tuttomondo”, realizzato nel 1989 dal writer statunitense Keith Haring, sulla parete posteriore del convento dei frati Servi di Maria, nella Chiesa di Sant’Antonio Abate. L’opera, restaurata di recente, raffigura trenta personaggi incastrati come in un puzzle, che simboleggiano l’armonia e la pace nel mondo. L’artista realizzò il murales dopo aver conosciuto a New York lo studente pisano Piergiorgio Castellani, che lo invitò a visitare la sua città; fu uno degli ultimi lavori di Haring, che morì nel 1990.
  • Borgo Stretto. Chiamato dai pisani semplicemente “Borgo”, è una delle zone più antiche e caratteristiche della città, oggi vivace centro della vita notturna grazie alla presenza di bar e locali. Su entrambi i lati della strada sorgono edifici del XIV e XV secolo e portici su colonne con capitelli. Al centro del Borgo c’è Piazza delle Vettovaglie, sede del mercato alimentare e di numerose osterie e trattorie.
  • Piazza dei Cavalieri. La piazza, antico fulcro della vita repubblicana, recentemente ristrutturata, prende il nome dal quartier generale dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano voluto da Cosimo I De’ Medici – a cui rende omaggio una statua al centro della piazza –, il Palazzo dei Cavalieri o della Carovana. Il Palazzo oggi è sede della prestigiosa Scuola Normale Superiore, fondata nel periodo napoleonico e considerata tra le migliori università del mondo. Piazza dei Cavalieri ospita anche la Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano, situata a destra della Scuola Normale, e il Palazzo dell’Orologio, in fondo, con un’originale facciata composta da due corpi riuniti in una grandiosa arcata, adattamento del Vasari di un edificio più antico.
  • Piazza dei Miracoli. Camminando lungo Via Santa Maria, restaurata di recente e trasformata in zona pedonale, si accede a Piazza del Duomo, detta anche Piazza dei Miracoli, Patrimonio dell’Umanità Unesco, dove ha sede il mirabile complesso architettonico simbolo di Pisa, che si scorge in lontananza in tutta la sua maestosità. Il complesso è formato dall’imponente Cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui costruzione fu avviata nel 1064 e che fonde elementi classici, normanni, bizantini e arabi dovuti alle influenze derivanti dai commerci marittimi pisani; il Battistero romanico, il più grande d’Italia con i suoi oltre 107 metri di circonferenza; il Camposanto, detto anche Vecchio Cimitero Monumentale di Pisa, dove sono seppelliti i più illustri personaggi pisani. E naturalmente la Torre, alta 55 metri, con 294 scalini, che rappresenta il Campanile del Duomo; la sua caratteristica inclinazione si deve al cedimento del terreno che si manifestò subito dopo l’inizio dei lavori per la costruzione – nel 1173 –, che per questo motivo durarono oltre due secoli. In Piazza del Duomo ha sede, inoltre, il Museo delle Sinopie, in cui sono conservati disegni preparatori degli affreschi – le sinopie, appunto – che ricoprivano le pareti del Camposanto Monumentale realizzati da artisti trecenteschi tra cui Taddeo Gaddi e Benozzo Gozzoli; le sinopie vennero alla luce dopo un incendio che scoppiò a seguito di un bombardamento, durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Cosa vedere a Pisa: i Lungarni

guida turistica di pisa in un giornoSono le vie pisane che costeggiano il fiume Arno: passeggiando per i lungarni si gode di una vista d’insieme sull’architettura della città, oltre ad incrociare, lungo il percorso, diversi gioielli dell’arte pisana. Eccone alcuni:

  • Palazzo dei Medici, sul Lungarno Mediceo. Evoluzione di un’antica casa-torre appartenuta, nel XI secolo, al nobile Albitone, negli anni il Palazzo ha avuto diversi proprietari – i Casapieri, prima, e gli Appiano, dopo – per poi passare ai Medici nel 1441. Nel 1550, con i lavori di modernizzazione, venne probabilmente realizzato il primo esempio a Pisa di finestre ‘inginocchiate’ – dette così perché il davanzale poggia su due sostegni sporgenti che assomigliano a delle gambe –, adoperando il costoso marmo di Carrara al posto della più comune pietra forte fiorentina. Nel 1784, dopo che Francesco I ebbe progettato il Palazzo Reale, i Medici cedettero il palazzo a Jacopo Finocchietti. Con la ristrutturazione neogotica dell’ingegnere Ranieri Simonelli – su incarico dalla Marchesa Vittoria Spinola, figlia morganatica di Vittorio Emanuele II – l’aspetto rinascimentale fu stravolto e le finestre del primo e del secondo piano furono sostituite dalle attuali bifore e trifore. Il palazzo oggi è sede della Prefettura.

 

  • La Chiesa, l’ex Monastero e il Museo Nazionale di San Matteo, sul Lungarno Mediceo. Nell’XI secolo, sulle fondamenta di un tempio precedente, sorsero la Chiesa e il Monastero Benedettino femminile di San Matteo in Soarta. La chiesa, in stile romanico pisano, dopo vari rimaneggiamenti fu ristrutturata nei primi anni del 1600, in seguito ad un incendio, e lo spazio destinato alle monache fu diviso da quello per i fedeli; l’interno fu decorato nel Settecento da Giuseppe e Francesco Melani con affreschi barocchi, tra cui la “Gloria di San Matteo” nella volta. Della struttura originaria dell’ex monastero, abbandonato dalle monache dopo la soppressione degli ordini monastici, restano soltanto alcune murature medievali, alterate da trasformazioni di epoca moderna e dai restauri del secondo dopoguerra; dal 1866 al 1940 qui fu insediato il carcere giudiziario cittadino, con importanti modifiche strutturali. Dal 1949 nell’ex convento ha sede il Museo Nazionale di San Matteo, uno dei principali musei europei di pittura su tavola (secoli XI-XV) e di ceramica islamica (secoli X-XII), con una considerevole quantità di ceramiche di area mediterranea. Di grande valore è la sezione dedicata ai codici miniati, con esemplari dei secoli XII e XIV. La collezione di scultura lapidea comprende capolavori di Nicola Pisano e Donatello; le raccolte di scultura in legno e di pittura vantano oltre 200 opere realizzate tra gli inizi del XII secolo e l’età moderna, da noti artisti tra cui Simone Martini e Masaccio.

 

  • Palazzo Reale, sul Lungarno Pacinotti. Per la costruzione del Palazzo Reale, che avvenne tra il 1583 e il 1587 per volere di Francesco I de’ Medici, su progetto dell’architetto fiorentino Bernardo Buontalenti, furono inglobati alcuni edifici già esistenti, tra cui la torre del Cantone, ancora visibile, dalla quale Galileo Galilei mostrò a Cosimo II de’ Medici l’utilizzo del telescopio da lui realizzato. Attualmente, nelle sale del piano nobile, la struttura ospita il Museo Nazionale di Palazzo Reale, in cui sono conservati gli arazzi e gli arredi usati dai Medici per adornare le sale del palazzo. Tra le opere di maggior rilievo i ritratti dei principali esponenti della casata, tra cui quello di Eleonora di Toledo – moglie di Cosimo I de’ Medici – realizzato dal Bronzino, dello stesso Cosimo, copia dal fiammingo Iustus Sustermans, ritrattista ufficiale dei Medici, e di Ferdinando de’ Medici in veste di cardinale, ritratto da Alessandro Allori. Tra le collezioni private figurano opere attribuite a Rosso Fiorentino e il “Miracolo dei due impiccati”, di un giovanissimo Raffaello.

 

  • Chiesa di Santa Maria della Spina, sul Lungarno Gambacorti. Chiamata così per una spina della corona di Cristo che vi era esposta, ora conservata nella Chiesa di Santa Chiara, Santa Maria della Spina rappresenta un gioiello dell’architettura gotica. Costruita nel 1230, fu dapprima un piccolo oratorio votivo, e nel 1322 fu ampliata su decisione del Comune di Pisa. A pianta rettangolare, rivestita di marmi policromi, sulla facciata esterna presenta tre guglie divise al centro da un pilastro, che regge una Madonna col Bambino tra due angeli. L’interno, con soffitto in legno, presenta al centro del presbiterio la Madonna della Rosa e le figure di San Pietro e di San Giovanni Battista, attribuite ad Andrea e Nino Pisano.

 

Pisa, un passaggio sul Ponte di Mezzo

Attraversando Pisa non può mancare un passaggio sul Ponte di Mezzo, antico ponte pisano lungo 89 metri, ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che ‘divide’ idealmente la città in due parti: la zona di Mezzogiorno, con il Lungarno Gambacorti e il Lungarno Galileo Galilei, e quella di Tramontana, con il Lungarno Pacinotti e il Lungarno Mediceo. L’ultimo sabato di giugno, il Ponte di Mezzo è teatro del Gioco del Ponte, un torneo popolare di origine seicentesca che si disputa tra le due contrade pisane, Mezzogiorno e Tramontana. La manifestazione storica si articola in due momenti: il Corteo Storico sui Lungarni e la battaglia, ambientata, appunto, sul Ponte, che vede le due contrade contendersi la conquista di quest’ultimo, spingendo un carro da una parte all’altra finché uno dei due contendenti non riesce a immetterlo nella zona dell’avversario.

  • Nei pressi del Ponte di Mezzo, in piazza XX Settembre,che si affaccia sul Lungarno Gambacorti unendosi al Ponte, è obbligata una tappa alle Logge di Banchi. Costruite tra il 1603 e il 1605 per volere di Ferdinando I De’ Medici, Granduca di Toscana, furono sede del mercato della lana e della seta, dei banchi di cambio e infine del mercato delle granaglie. Il loggiato fu costruito distruggendo parte del quartiere medievale, con le tipiche case-torri, dimora delle famiglie benestanti. Dell’impianto seicentesco rimane oggi solo il primo ordine di arcate con i pilastri in bugnato, rivestiti di marmo; il primo piano fu ristrutturato nel 1865, quando assunse la forma cuspidata a timpano che conserva tuttora. Nel 1925, mediante una convenzione tra il Comune di Pisa e l’imprenditore bolognese Cleopatro Cobianchi, fu realizzato un albergo diurno in stile liberty, ricavato scavando una serie di locali seminterrati, che ospitava docce, stanze da bagno con vasca, un barbiere, servizi di manicure e pedicure, una lavanderia, e che fu chiuso dopo l’alluvione del 1966. Restaurate nel 2000, dopo decenni di abbandono, le Logge oggi ospitano ogni secondo fine settimana del mese il mercato dell’antiquariato e del modernariato.

 

  • Accanto alle Logge di Banchi sorge il Palazzo Gambacorti, attuale sede del Municipio. La storia del palazzo ebbe inizio a metà dell’XI secolo, con la realizzazione di una casa-torre. Alla fine del Trecento la famiglia Gambacorti, che apparteneva alla ricca nobiltà mercantile pisana, realizzò un nuovo palazzo, con una facciata in stile gotico. Sul retro esiste anche una facciata seicentesca, con finestroni con timpani semicircolari e un portale con lo stemma dei Medici. Nel Quattrocento il Palazzo divenne sede di una magistratura pubblica, i Consoli del Mare, della Dogana e successivamente dei Priori cittadini. Nel 1533 tornò ad essere privato, passando alla famiglia Del Tignoso, che lo ingrandì inglobando i due edifici ai due lati. Nell’Ottocento ospitò l’Archivio di Stato, la Caserma del Corpo dei Pompieri e della Guardia Comunale.

 

Guida di Pisa: la passeggiata lungo le mura

Nel 1154 prese il via la costruzione delle mura di Pisa, nella parte di Piazza del Duomo, allo scopo di proteggere la Cattedrale e il futuro Battistero; i lavori terminarono nel 1284, con il completamento delle mura nell’area della Cittadella Vecchia, un’antica fortezza edificata all’esterno delle mura. La pietra impiegata inizialmente fu la panchina, una specie di tufo, sostituita in seguito da un calcare grigiastro proveniente da San Giuliano. Recuperate grazie al progetto PIUSS, con il contributo della Comunità Europea tramite la Regione Toscana e il cofinanziamento della Fondazione Pisa e del Comune di Pisa, le mura medievali oggi sono fruibili dai visitatori tramite un percorso a terra e offrono una vista privilegiata sulla città, con 20mila metri quadrati di verde, pista ciclopedonale, videosorveglianza e illuminazione.

 

 

 

Guida turistica di Pisa: i tesori nascosti

Oltre ai luoghi d’arte e alle mete più note e frequentate, Pisa custodisce tanti tesori ‘nascosti’, chiese e siti culturali meno noti ma che vale la pena visitare durante un fine settimana nella città toscana. Eccone alcuni:

  • Il Museo delle Navi Antiche Pisane. Il 16 giugno 2019, dopo un percorso di ricerca e restauro durato vent’anni, è stato aperto al pubblico il Museo delle Navi Antiche di Pisa, un vero e proprio gioiello che racconta un millennio di commerci, navigazioni, vita di bordo e storia della città di Pisa. Il museo, allestito all’interno degli Arsenali Medicei sul Lungarno Ranieri Simonelli, vanta quasi 5.000 metri quadri di superficie espositiva e 47 sezioni divise in 8 aree tematiche, nelle quali sono esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C., di cui quattro sostanzialmente integre, e circa 800 reperti. La concessione del museo è affidata alla Cooperativa Archeologia, che ha seguito negli ultimi anni lo scavo archeologico e il restauro delle navi e dei reperti, sotto la direzione scientifica di Andrea Camilli, responsabile di progetto per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno.

 

  • La Basilica di San Pietro Apostolo. Detta anche Basilica di San Piero a Grado, dalla frazione di Pisa in cui è ubicata, fu costruita nell’XI secolo sui resti di un tempio paleocristiano, nel luogo in cui, secondo la tradizioni, arrivò San Pietro durante un viaggio dall’Egeo verso Roma. A pianta rettangolare, la chiesa costituisce un mirabile esempio di romanico pisano, è in pietra tufacea e marmo pisano. All’interno è custodito un ciclo di affreschi dedicato a San Pietro, dell’artista lucchese Deodato Orlandi.

 

  • La Certosa di Calci. Chiamata così dal nome del comune che la ospita – Calci, appunto, nella Val Graziosa – alle pendici del Monte Pisano, la Certosa di Pisa fu fondata nel 1366, come monastero dell’ordine certosino di San Bruno, per volere dell’arcivescovo di Pisa Francesco Moricotti e con il sostegno di ricche famiglie pisane dell’epoca. La valle in cui è ubicato il comune di Calci, precedentemente detta ‘buia’, conquistò l’appellativo di ‘piena di grazia’ proprio dopo la fondazione della Certosa. Nel periodo napoleonico il convento fu soppresso, per poi essere nuovamente abitato e abbandonato definitivamente dai monaci nel 1969. Dal 1972 la Certosa, che ha l’aspetto di un maestoso edificio barocco, è Museo Nazionale: sono aperti al pubblico gli ambienti dedicati alla vita eremitica, il chiostro grande, la chiesa e le cappelle, il refettorio e il capitolo. La parte con i locali di servizio del monastero – il granaio, il frantoio, le lavanderie, i cortili di servizio – è affidata dal 1979 all’Università di Pisa ed è sede del Museo di Storia Naturale.

 

Il Parco di Migliarino, San Rossore e Massacciuccoli

Pisa non è soltanto sinonimo di arte: oltre a quello culturale, la provincia di Pisa vanta un ricchissimo patrimonio naturalistico. Per coloro che vogliono concedersi una vacanza più lunga nella città toscana, immergersi nella natura alle porte di Pisa è la scelta giusta per ritemprare il corpo e la mente: la meta ideale è costituita dal Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, una vasta area protetta che si estende sulla fascia costiera delle province di Pisa, Lucca e Livorno; la riserva si caratterizza per una straordinaria varietà di paesaggi, tra spiagge, boschi e zone di macchia mediterranea. Ecco le aree che fanno parte della provincia di Pisa:

  • Ex Tenuta Presidenziale di San Rossore. A San Rossore, frazione di Pisa a pochi chilometri dal centro abitato, sorge la Tenuta di San Rossore, un’area di 4.800 ettari che fu dapprima proprietà del Re d’Italia – dall’anno dell’Unità, nel 1861 – e successivamente del Presidente della Repubblica, fino al 1999, anno in cui fu ceduta alla Regione Toscana. Il nome è dovuto ad un monastero che sorse in questa zona durante il Medioevo, dedicato al martire cristiano Lussorio, poi diventato ‘Rossore’. Nella tenuta cresce una fitta vegetazione spontanea, che comprende zone di macchia sub-mediterranea e boschi di caducifoglie delle foreste originarie; lungo la costa sono presenti alte dune di sabbia che delimitano la tenuta vicino al mare. La fauna è composta principalmente da cinghiali e daini. Meta privilegiata dai toscani per pic-nic e scampagnate, la tenuta offre l’opportunità di lunghe passeggiate, per esempio nel sentiero “Sabrina Bulleri”, che presenta viali pianeggianti in terra battuta; vengono inoltre organizzate per i turisti numerose escursioni, a piedi, a cavallo, in bici e in trenino. Nella zona delle Cascine Nuove ci sono ancora oggi i singolari abbeveratoi per dromedari, introdotti in Toscana da Ferdinando II De’ Medici, nel 1622, e presenti a San Rossore fino agli anni Settanta del Novecento. Nel 1829 il Granduca Leopoldo II fece realizzare nella tenuta una pista per le corse a cavallo; l’ippodromo è tuttora esistente e ospita gare ippiche di livello internazionale. Fa parte della tenuta anche la spiaggia del Gombo.

 

  • La Tenuta di Tombolo. È una vasta tenuta di 5.000 ettari che occupa la fascia costiera del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, a sud di San Rossore, tra l’Arno e il comune di Calabrone. Il ‘tombolo’ rappresenta il confine biologico tra le foreste litoranee della Toscana occidentale e quelle mediterranee, a sud di Livorno. Si tratta di un ambiente estremamente eterogeneo, che comprende aree agricole, siti culturali – la Basilica di San Pieto a Grado fa parte della tenuta –, pinete e boschi. Appartengono alla tenuta due Oasi WWF, quelle del Bosco di Cornacchiaia e delle Dune di Tirrenia, sul mare; il territorio è anche destinazione di vacanze estive, grazie alla presenza di numerosi stabilimenti balneari attrezzati nei comuni di Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone.

 

 

La guida turistica di Pisa accessibile di Handy Superabile

Per i turisti con esigenze speciali che desiderano trascorrere qualche giorno nella città toscana, Handy Superabile, Onlus impegnata da anni nella creazione di percorsi di autonomia ed integrazione sociale, con una specifica attenzione al turismo inclusivo, ha pubblicato due guide turistiche di Pisa con informazioni dettagliate sull’accessibilità. Realizzate con il contributo della Banca di Pisa e Fornacette, le guide di Pisa sono scaricabili gratuitamente in pdf dal sito internet di Handy Superabile, ai link www.handysuperabile.org/property/guida-turistica-di-pisa e www.handysuperabile.org/property/guida-mura-di-pisa/, e contengono informazioni validate dagli esperti di turismo accessibile dell’associazione, che vanno dai trasporti all’accessibilità di strade, piazze e monumenti, fino alla segnalazione di ospedali, farmacie e punti di informazione turistica. Le guide turistiche di Pisa di Handy Superabile, pensate in particolare per i viaggiatori con disabilità motoria e per i non vedenti, contengono tutte le indicazioni utili per consentire loro di pianificare la loro vacanza in totale sicurezza, senza il timore di ‘sorprese’ all’arrivo.